Fondazione Esodo presente alle giornate di studio sul diritto dell'esecuzione penale Sostieni Fondazione Esodo ETS con il tuo 5x1000 Il Friuli Venezia Giulia "esplora" il modello Esodo

Nata nel 2016 su iniziativa dei Vescovi delle Diocesi di Verona, Vicenza e Belluno-Feltre, cui si sono aggiunte nel 2019 la Diocesi di Venezia, nel 2020 la Diocesi di Vittorio Veneto e nel 2025 la Diocesi di Adria-Rovigo, la Fondazione Esodo ETS si propone di assistere e promuovere le persone che si trovano ad affrontare problematiche di vario genere con la giustizia, fuori e dentro il carcere, vivendo in situazioni di marginalità sociale. Vi aderiscono anche 23 enti del terzo settore.

L’ispirazione ai valori cristiani è chiara fin dal nome, “Esodo”, il secondo libro del Pentateuco che racconta l’oppressione e la schiavitù del popolo ebraico per opera degli egiziani e il viaggio di liberazione attraverso il deserto e il Mar Rosso. 

La Fondazione progetta, promuove e coordina le attività svolte dai vari enti con cui è in rete, perseguendo i seguenti obiettivi specifici:

  • fornire ospitalità residenziale e/o diurna;
  • creare possibilità di inserimento lavorativo;
  • favorire l’inclusione sociale delle persone;
  • favorire la collaborazione tra le organizzazioni pubbliche e private;
  • stimolare un cambiamento interiore sul piano della consapevolezza di sé, dell’assunzione di responsabilità e della propria scala di valori;
  • proporre alla comunità di riferimento un’idea di giustizia capace di rieducare.

Progetto Esodo

Il “Progetto Esodo, percorsi di inclusione sociale e lavorativa per persone detenute, ex detenute e in esecuzione penale esterna” è il nome dato al programma attivato nel 2011 dopo una fase di confronto e progettazione comune tra diverse realtà: le Diocesi di Verona, Vicenza e Belluno-Feltre, a cui è stato affidato il compito di coordinare gli interventi; la Fondazione Cariverona, che ha il ruolo di sostenerli economicamente; il Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Verona; l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna; il Provveditorato Regionale per l’Amministrazione Penitenziaria del triveneto.

Cosa Facciamo

Chi esce dal carcere vive su di sé lo stigma di essere stato condannato e recluso, consapevole che questo sarà un ostacolo per riprendere un percorso di vita regolare. Favorire il reinserimento sociale della persona detenuta o ex detenuta nella fase dell’uscita dal carcere significa prima di tutto far sì che la stessa non si senta sola e priva di risorse. Le attività e le iniziative di Esodo che cercano di concretizzare gli obiettivi citati, sono state declinate in quattro ambiti specifici: 

Area formazione

Volta a fornire alle persone detenute competenze teoriche e pratiche qualificanti e spendibili sul mercato.

Area inclusione sociale e abitativa

Si occupa sia dell’ospitalità residenziale esterna al carcere per la misura alternativa o a fine pena, sia del sostegno psicologico ed educativo, individuale, di gruppo e famigliare.

Area lavoro

Finalizzata al rientro nel mercato del lavoro. Oltre ai tipici interventi di orientamento, ricerca posizioni e avvio tirocini formativi, un ruolo fondamentale è svolto dal tutoraggio compiuto dagli operatori che curano i rapporti tra azienda e lavoratori. In carcere, sostiene l’avvio di nuove imprese per creare posti di lavoro.

Area sensibilizzazione

Azioni di promozione sul territorio per veicolare un’idea di accompagnamento della persona detenuta che possa essere rieducativo e non solo punitivo.

Destinatari

Adulti in un percorso giudiziario nella condizione di detenuti, ex detenuti o in esecuzione penale esterna che dispongono di poche risorse materiali proprie e famigliari. Spesso a questi problemi si aggiungono difficoltà comportamentali e incapacità di progettare in maniera appropriata i propri obiettivi.

Occasionalmente sono accompagnate persone imputate, quindi con un procedimento penale non definitivo o che hanno scelto la via della messa alla prova.

Tendenzialmente non sono incluse nel nostro progetto persone con conclamate patologie psichiatriche e con problemi di dipendenza da alcol o sostanze, di cui già altri servizi preparati si fanno carico.

Rete

Costituita dalle Caritas Diocesane, dagli enti del terzo settore partecipanti alla Fondazione e dalle Istituzioni della Giustizia, è sostenuta dalla funzione di coordinamento.

Accompagnamento delle persone

Stare al loro fianco in modo concreto durante l’esecuzione penale e nel primo periodo dopo il fine pena, con particolare attenzione al momento d’uscita dal carcere che è la fase più delicata in termini di recidiva.

Agire con le persone

Condividere assieme ai beneficiari proposte di attività, obiettivi e tempi in modo da lasciare loro lo spazio di decidere se aderire o meno. In questo modo si cerca di favorire un maggior coinvolgimento nel percorso intrapreso e di stimolare un senso di responsabilità più pieno.

Nel periodo 2011-2025 possiamo
evidenziare i seguenti dati

Persone accompagnate​

-1

Accoglienza residenziale

persone
0
giornate di accoglienza
0

Percorsi formativi e lavorativi​

persone in formazione
0
percorsi di inserimento lavorativo
0
contratti di lavoro
0

Recidiva

Il tasso di recidiva è un indicatore che spesso viene considerato per misurare l’efficacia di un progetto di reinserimento. Fondazione Esodo ETS ha effettuato due rilevazioni in questi 15 anni: nel 2018 (relativamente ai beneficiari dimessi nel 2012) la recidiva si attestava al 13,8%; nel 2022 (relativamente ai dimessi nel 2016) si attestava al 14,4%. In entrambe le rilevazioni è stato usato il concetto di “recidiva semplice”, ossia è stato osservato se nei 5 anni successivi alla dimissione da Esodo era stato rilevato un nuovo reato. In entrambi i casi il campione superava le 100 persone ed i dati sono stati raccolti con la collaborazione del Tribunale di Sorveglianza. Questo indicatore, tuttavia, non può essere utilizzato senza considerare altri fattori come la presenza del titolo di soggiorno, la disponibilità di un alloggio, la presenza di una rete relazionale significativa.