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La Costituzione fonda la Repubblica Italiana sul lavoro e l’Ordinamento Penitenziario, all’articolo 15, lo pone tra i principali gli elementi del trattamento. Gli articoli dell’Ordinamento Penitenziario specifici sul tema del lavoro retribuito sono tre (artt. 20, 20-bis, 21) e mirano a favorire la partecipazione dei detenuti e degli internati alle attività lavorative in carcere e, quando ci sono le condizioni idonee, anche all’esterno del carcere. Viene anche esplicitata la possibilità che vi siano imprese e cooperative esterne che, dopo aver stipulato specifiche convenzioni con l’Amministrazione Penitenziaria, sviluppano attività lavorative interne al carcere. Il lavoro rappresenta un fattore fondamentale di reinserimento e di dignità sociale, con esso si favorisce la crescita umana e il recupero dello status di cittadino attivo.
 
Esodo propone percorsi di inserimento lavorativo di diversa intensità e complessità con l’obiettivo di creare opportunità di lavoro ed occupazione sia a persone detenute, sia a persone che possono beneficiare di misure alternative, modulando gli interventi sulle reali capacità e potenzialità della persona. Ciò significa dare impulso a due azioni differenti ma complementari: lo sviluppo di siti produttivi interni al carcere e la ricerca di imprese disposte ad accogliere i lavoratori fuori dal carcere. In tal senso sono da considerare come incentivo gli sgravi fiscali e contributivi previsti dalla Legge.
 
Gli strumenti utilizzati nell’ambito dell’Inserimento Lavorativo di Esodo sono:
 
a.     Colloqui di orientamento e ricerca lavoro
b.     Attività occupazionale in laboratori protetti
c.      Tirocinio di inserimento lavorativo
d.     Contratti di lavoro
 
Gli enti che operano in questo ambito di intervento sono iscritti all’Elenco Regionale degli Operatori Accreditati ai Servizi per il Lavoro e si avvalgono di Operatori del Mercato del Lavoro.