Finalità

Le attività di inclusione sociale nell’ambito del Progetto Esodo sono le azioni che possono aiutare la persona detenuta a non sentirsi emarginato dalla società quando termina di scontare la pena, ma anche durante il periodo di detenzione o di esecuzione penale esterna. Per tale motivo sono state istituite delle accoglienze residenziali che possono ospitare, per un periodo limitato, le persone detenute che, uscendo dal carcere in misura alternativa o per fine pena, non hanno le risorse necessarie per trovare autonomamente una sistemazione abitativa. All’accoglienza abitativa si affiancano anche azioni di accompagnamento educativo e sostegno psicologico finalizzati a sostenere la persona nel delicato passaggio dal “dentro” al “fuori”.

Al fine di evitare il ritorno alla delinquenza, è fondamentale che la persona che esce dal carcere possa trovare una base materiale e spazi di riflessione interiore su cui fondare il proprio percorso di vita dopo la reclusione.

Strumenti

Le azioni di inclusione sociale si declinano in due tipologie: accoglienza abitativa e sostegno psicologico ed educativo. In particolare quelle di quest’ultima tipologia, possono essere avviate già durante la detenzione.

a. Fornitura di vestiario. La possibilità di consegnare abiti puliti e non sgualciti alle persone detenute che non hanno chi dall’esterno si preoccupa per loro. È un passo importante per conferire dignità alla persona.


b. Sostegno psicologico: Si tratta di colloqui individuali e di incontri di gruppo per fornire alle persone detenute o in esecuzione penale esterna:

• supporto motivazionale di adesione all’offerta trattamentale;

• promozione dello sviluppo di abilità comunicative e relazionali;

• supporto all’attività di osservazione e conoscenza della persona detenuta;

• accompagnamento della persona detenuta dalla carcerazione alla detenzione esterna/libertà, con particolare attenzione nel promuovere e supportare l’elaborazione di una propria idea di vita sostenibile all’esterno;

• supporto individuale ai familiari


c. Accoglienza abitativa: Si tratta di abitazioni situate in vari punti della provincia che possono ospitare gruppi medio-piccoli di persone in misura alternativa o che hanno da poco terminato la detenzione. Sono residenze gestite nella quotidianità dagli stessi ospiti con la supervisione e l’accompagnamento di operatori, volontari e religiosi. Prevedono la presa in carico della persona inserita e un progetto personalizzato finalizzato al raggiungimento dell’autonomia di vita.

La persona accolta è affiancata da operatori che hanno il compito di aiutarla a progettare e realizzare il percorso personale che porta verso l’autonomia lavorativa e abitativa. Questo intervento si attua anche sollecitando riflessioni interiori sulle motivazioni che hanno portato a infrangere la legge e valutare quali aspetti di sé vale la pena cambiare per raggiungere un nuovo equilibrio di vita.